Ford Fiesta ST 2018, 3 cilindri e 200 CV che galoppano alla grande

Luoghi comuni, frasi fatte e anche qualche insulto. Sembrava davvero la fine per il riferimento tra le piccole hot hatch, ma la nuova Fiesta ST è ancora capace di stamparvi in faccia quel sorriso da ebeti dopo tre curve.

E se non state abbastanza attenti, sa anche togliervelo a suon di schiaffoni; ma andiamo per gradi. È il 21 di settembre, che, contrariamente a quanto tutti si aspettano, anche quest’anno non coincide con l’equinozio di autunno, il giorno dove il sole sorge sull’emisfero australe mentre tramonta su quello boreale. Se volete vederlo in questa data dovrete aspettare minimo il 2092. Ah ah, auguri. Noi, che all’equinozio diamo il giusto peso, siamo in marcia verso la SP72, la strada panoramica che si snoda sul fianco della parte toscana dell’Appenino e che congiunge il paese più alto di questa catena, San Pellegrino, con il comprensorio sciistico del Casone di Profecchia.

San Pellegrino è sorto nel Medioevo intorno all’omonimo Santuario, attualmente visitabile ed in ottimo stato di conservazione, spaccato a metà tra le due province di Modena e Lucca.

Ad attenderci c’è una delle novità più chiacchierate di questo 2018. Una piccola bomba che negli ultimi anni, nonostante i ripetuti tentativi della concorrenza, si è ritagliata il ruolo da protagonista principale tra le hot hatch di segmento B. La Ford Fiesta ST è tornata con un vestito, o meglio, uno scheletro e un cuore tutti nuovi, per dimostrare non solo che è ancora lei la piccola principessa tra le varie Clio RS, 208 GTI, Corsa OPC e chi più ne ha più ne metta, ma anche per sottolineare il concetto di progresso e evoluzione. Vuole fare di più con meno e mentre i più scettici stanno ancora inciampando sulla propria lingua, lei tira fuori 200 CV da un 1.5L 3 cilindri turbo che può farvi storcere il naso è vero, ma se la giudicaste per queste ‘misure’ vi sbagliereste come la volta in cui avete giudicato un attrice di film hard per la taglia del seno.

1262 Kg in ordine di marcia sono un più di quanto si vedeva una volta su auto di questo segmento, ma un’auto migliore vuol dire anche questo.

Magari, dovremmo partire parlandovi dei fari full LED o chissà cos’altro; purtroppo, però, quel gioiellino che si nascondo sotto al cofano merita tutta la luce dei riflettori con la sua doppia fasatura variabile, i 290 Nm di coppia, lo 0-100 fulminato in 6,5 secondi e 232 Km/h di velocità massima. Inizialmente l’approccio vi porterà a tirargli troppo il collo visto che siete abituati alle inerzie di un 4 cilindri, ma questo ‘piccolo’ Ecoboost non è per niente timido, ama ronzare fino a 6500 giri/min e vi da la possibilità di scomodare il cambio meno spesso dato che è capace di riprendere con tutta tranquillità anche dalle situazioni più anguste. Qui, infatti, le strade sono tortuose e strette, per cui avete bisogno di molta linearità nell’erogazione e la Fiesta ST non potrebbe sentirsi tanto a casa, grazie anche alla cornice tecnica che fa risaltare ancora di più il carattere deciso e determinato di questo lottatore dei pesi minimi.

Ogni cavallo passa tramite un differenziale autobloccante Quaife (optional in un pacchetto da 1000 euro), che la rende ancora più composta e efficace quando tornate cattivi sul gas, ma senza troppi feedback negativi sul volante. Un altro applauso se lo prendono le gomme Michelin Pilot Sport 4S, meno estreme delle SC2, ma grintose quanto basta per incollarvi al terreno. Si aggiunge poi la funzione torque vectoring control, aggiornata su questa versione, che cerca di mantenere più pulita la traiettoria applicando forza frenante alla ruota interna nelle fasi di curva, per arrivare al vero cambio di passo, grazie all’assetto con ammortizzatori Tenneco a doppio tubo e posteriori mono tubo con tecnologia della valvola RC1 che fornisce uno smorzamento dinamico e progressivo.

Ok, quindi?

Quindi attenzione, perché se avete abbastanza dimestichezza con la materia capirete che qui c’è tanta carne, anzi polvere, al fuoco, che è pronta a fare un bel botto nel caso non siate del mestiere. In effetti, mentre il sole cala per dare il buongiorno ai canguri, con noi che ci godiamo il panorama, è semplice intuire che, da una parte, nella modalità dedicata al lunedì mattina (normal), la Fiesta ST sembra un’utilitaria noiosa, a cui per giunta, vista la disattivazione quando siete in città o quando state viaggiando con una piuma sul gas, manca un cilindro. Dall’altra, nella modalità Sport, ci rendiamo conto di dove siano arrivati i tecnici di Ford Performance. Una spremuta multivitaminica che vi porta al massimo godimento quando la schiaffate dentro le curve veloci con un colpo di sterzo e lei si fionda dentro come un Jack Russell iperattivo che scivola dalla sala alla cucina. Anche lei tiene una ‘gamba’ alzata, ma non lo fa di certo per fare i bisogni, no, la peculiarità sta in questo assetto calibrato alla perfezione, che vi da tanta sicurezza e vi permette di portare davvero in alto l’asticella.

L’estetica non si scomoda troppo. Peccato, ci sarebbe piaciuto qualcosa che ci avesse fatto tornare in mente la Fiesta di Ogier

Come detto in apertura, però, è semplice trovarsi di colpo a ruoli scambiati nel gioco del gatto con il topo, quando cominciate ad abusare della sua frizzante compostezza. Lo sterzo, per l’appunto, non manca mai di aggiornarvi su cosa stia facendo ogni kilo della massa, ma se esagerate lei non ci sta e vi rimette in fila con una bella sculacciata che a seconda della circostanza potrebbe non piacervi. Per godersela al massimo c’è bisogno di lasciarla correre, esprimere alla sua maniera senza forzare, contando su un cambio veloce e preciso e sui freni che hanno un mordente tonico capace di non abbandonarvi mai su questo genere di percorsi, con le velocità di punta che a stento raggiungono i 100-110 km/h.

È sempre precisa e equilibrata se siete puliti, ma non le piace quando toccate certi punti maleducatamente

In tutta sincerità sapevamo che gli uomini che hanno dato al mondo l’ultima generazione di Ford GT non avrebbero potuto sbagliarsi, ma mai avremmo pensato che sarebbero stati così tanto oltre le nostre più rosee aspettative. Il tramonto, intanto, si fa largo tra le ultime nuvole appollaiate sull’orizzonte e mentre intorno a noi ci accorgiamo che la vegetazione tende ancora ai colori estivi, nonostante l’altitudine, è il momento di tirare fuori una compagnia di avventure che non può mai mancare. Con la nostra reflex proviamo a raccogliere alcuni istanti della giornata e mentre l’auto sosta lungo la strada ci concediamo qualche minuto per osservarla da fuori. Si fa notare per fianchi più larghi di 3 cm davanti e 1 dietro e nei 4 metri di lunghezza le poche variazioni sono offerte dalla minigonne e da uno spoiler più accentuato, ma comunque abbottonato dal punto di vista dello stile.

Anche la nostra D750 si aspettava qualcosa di meglio dal tramonto. Chissà che gli aborigeni non siano più fortunati con l’alba…

Proprio questo è il punto dove ci sentiamo di fagli una critica, in quanto rispetto a una normale ST-Line è difficile da riconoscere per un occhio non allenato. Certo, i cerchi da 18 sono appannaggio di questa versione prestazionale, ma per il resto c’è solo la griglia e il doppio scarico che la rendono diversa dalla sorellina non pompata. Anche l’interno non brilla quanto a personalità, dove avremmo apprezzato due bei sedili a guscio e qualche rimando in più Un peccato, lo ripetiamo, anche perché avremmo fatto volentieri a meno del launch control in cambio di un’estetica più WRC style o una bel freno a mano idraulico.

La ruota che si alza da terra? Scusate qua siamo in fascia protetta

Ecco perché a Ford va il nostro grazie per non aver stravolto un piatto tanto semplice quanto gustoso a cui non rinuncereste mai. Se la cava meglio nelle code del traffico, nel noiosissimo viaggio da casa al centro commerciale con la vostra fidanzata e vi rende orgogliosi ogni volta durante la gita in montagna domenicale con voi e… basta.